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Fin dalle prime note sincopate, il pubblico è accompagnato con fervore verso la scoperta del Quartetto in mi minore op.44 n.2 di Mendelssohn: la tensione melanconica che caratterizza il tema principale e in contrasto con il rassicurante secondo tema; il movimento “Scherzo” vivace e allegro; una romanza senza parole come terzo movimento e un Finale che lascia senza fiato. Se ci lasciamo cullare da queste atmosfere a volte galanti,a volte tormentate, abbiamo l’impressione di vacillare sulla sottile linea che divide sogno e realtà...

 

“ Intanto la luna si leva 

e il battello in sua corsa breve

fila allegro sull’acqua che sogna”

 

Claude Debussy compone i primi due movimenti della Petite Suite “En bateau” e “Cortège” ispirandosi a questi versi di Paul Verlaine. Il compositore stesso precisa che la “Petite Suite”  « molto umilmente, cerca solo di piacere» con la successione di movimenti che ricordano scene e immaginari fantastici.

 

La “Marelle Fantastique” arriva al suo termine con “Peer Gynt Suite”, poema del norvegese Henrik Ibsen messo in musica da Edvard Grieg. Il pubblico si impersonificherà questa volta nell'anti-eroe Peer che, nel suo mondo soprannaturale, dedica tutta la sua vita alla ricerca edonistica del buonumore.

Felix Mendelssohn Bartholdy
String Quartet in Mi minor op.44 n.2

 

Edvard Hagerup Grieg
Peer Gynt Suite op.46

 

Claude Debussy
Petite Suite

arr. by David Walter

Marelle fantastique